L'utilizzo di macchinari nel settore agricolo

L'utilizzo dell'atomizzatore in agricoltura

L’atomizzatore agricolo è una macchina utilizzata per fare trattamenti antiparassitari, concime fogliare e altro, utilizzato in colture in genere ed in particolar modo in frutteti a chioma, come ad esempio vite, ciliegio, melo, pero, pruno e olivo.
Se dotato di barra irroratrice a terra, può essere usato anche per il diserbo delle coltivazioni erbacee.
Può essere, principalmente, di tipo portato, trainato o semovente.
Per le culture a spalliera tipo vigneto a guyot esistono degli atomizzatori scavallanti che coprono più di 2 filari su entrambi i lati.
L’atomizzatore nebulizza la miscela antiparassitaria in acqua e la indirizza sulla coltura da trattare. Negli atomizzatori per aeroconvezione le gocce del composto, polverizzate dagli ugelli, vengono indirizzate sulla coltura da trattare tramite un flusso d’aria generato dal gruppo aspirazione aria/ventilatore.
Nei nebulizzatori agricoli un sistema pneumatico garantisce la nebulizzazione senza che ci siano necessariamente degli ugelli.
Atomizzatore portato.
L’atomizzatore portato si collega al trattore agricolo mediante attacco a tre punti, può essere semi-carrellato o senza ruote, ed è composto da una cisterna che solitamente varia da 200 a 800 litri, da un gruppo pompa (che può essere in ottone), da un sistema di aspirazione aria formato da una ventola di diametro che varia da 400 a 800 mm.
L’atomizzatore trainato si collega al trattore agricolo mediante gancio di traino ed è composto da una struttura a carrello su cui è fissata una cisterna che solitamente varia (nella versione frutteti) da 800 a 3000 litri, da un gruppo pompa (che può essere in ottone) che può garantire da 70 a 160 l/min e da un sistema di aspirazione aria formato da una ventola di diametro che varia da 400 a 800 mm.
L’atomizzatore sia portato che trainato può essere collegato a tutti i trattori da ~15 a oltre 100 hp dotati di presa di potenza 540 giri/min (a cui sono collegati tramite albero cardanico) proporzionalmente con il peso e le dimensioni e la potenza assorbita dall’attrezzo stesso.
Atomizzatore trainato omologato stradale.
Atomizzatore tangenziale a doppia turbina trainato.
Nell’atomizzatore semovente, la struttura composta da cisterna, gruppo pompa e gruppo aspirazione sono montati su una macchina, solitamente a 4 ruote, dotata di motore che oltre a provvedere al funzionamento dell’atomizzatore garantisce anche il movimento della macchina.

L'utilizzo dell' Impolverizzatore in agricoltura

L’impolveratrice o impolveratore è una macchina agricola usata per la distribuzione di antiparassitari in polvere. La macchina può essere montata su ruote e trainata da un trattore agricolo oppure essere portata dal trattore su supporti. L’utilizzo di questi accessori è adatta per piccole e grandi aziende. La macchina viene usata per distribuire anche zolfo ramato, zolfo con bentonite e altri prodotti pulverolenti utili all’agricoltura convenzionale, biologica e integrata è una macchina strettamente connessa alla malattia dell’oidio perché viene usato molto per distribuire lo zolfo in polvere che previene gli effetti dannosi del fungo. La ragion d’essere della distribuzione in polvere sta nella irraggiunta capacità di adesione ottimale delle polveri sulle frutte e sulle verdure ai fini di sprigionare appunto gli effetti desiderati. La concettualità della distribuzione di polveri in agricoltura, in particolare dello zolfo, viene dal passato contadino e ancora resiste ai giorni nostri per efficienza in determinate situazioni ed assoluta economicità dei prodotti in questione. L’impolveratore nasce quindi come macchina semplice, che non ha bisogno di regolazioni infinitesimali come quelle che distribuiscono prodotti sistemici curativi delle malattie. L’impolveratrice è costituita da un telaio su cui è montata una tramoggia o serbatoio (dove si colloca il prodotto da distribuire), un ventilatore e un diffusore orientabile. La tramoggia è dotata di un organo agitatore della polvere (che serve a prevenire intasamenti) e di una saracinesca che regola l’apertura della tramoggia attraverso cui passa la polvere. L’antiparassitario cade per gravità verso il ventilatore, che lo distribuisce al diffusore. I diffusori possono benissimo essere anche due. Possono essere multipli in caso di impolveratore applicato a barra usata in campo aperto. Con diffusore dotato di prolungamento l’impolveratore può essere usato anche in serra. I meccanismi della macchina impolveratrice sono azionati attraverso la presa di potenza del trattore. Condizione essenziale di una buona conservazione dell’impolveratore è lo svuotamento totale dalla polvere alla fine di ogni trattamento, tanto per il serbatoio quanto per la ventola (qualora il modello preveda il passaggio della polvere nella stessa per uno sfruttamento completo della sua potenza centrifuga). Lasciare depositato ad esempio dello zolfo nella macchina, significherebbe che lo stesso potrebbe indurirsi a causa dell’umidità atmosferica (in gergo dei produttori di impolveratori e degli agricoltori: lo zolfo si impacca ovvero si indurisce). L’Italia, che è una buona produttrice di macchine agricole, vanta alcuni produttori di impolveratori, taluni recenti, altri con esperienza produttiva datata. Alcuni impolveratori sono costruiti con una manifattura talmente buona e quindi con un processo produttivo tale da poter rendere l’impolveratore una macchina di lunga vita, riparabile, riciclabile, destinata a vedere in campo tanto i modelli vecchi come quelli nuovi, entrambi perfettamente funzionanti. Il mercato dell’impolveratore è sostanzialmente stagionale, ma gli impolveratori italiani hanno conosciuto anche il mercato estero e tuttora lo popolano.

L'utilizzo della defogliatrice in agricoltura

La defogliatrice è una macchina agricola usata soprattutto per la lavorazione della vite. Il suo utilizzo è mirato ad eliminare le foglie che coprono il grappolo d’uva per permettere una migliore maturazione e qualità dei mosti.

È una macchina di tipo portato, quindi non trainata ma applicata e azionata mediante la presa di forza del trattore e/o dall’impianto idrodinamico ed elettrico del trattore stesso. Ne esistono di diversi tipi, le principali sono:
a rulli;
a lame;
pneumatica.

La defogliatura della vite è una pratica in uso da anni in molte zone e per molte qualità di uva. Viene eseguita anche a mano ma è un’operazione che richiede tempo e, per le grandi estensioni, molta manodopera; inoltre il periodo utile per la maturazione dei grappoli si riduce a poche settimane. L’utilizzo di queste macchine ha abbattuto i tempi di esecuzione della lavorazione, lasciando più tempo per la migliore maturazione.

Inoltre con l’esperienza in campo e, stagione dopo stagione, monitorando il tipo di lavoro eseguito dalle defogliatrici, si è riscontrato che la sua azione non si limita a migliorare la maturazione ma ha anche un potere pulente sul grappolo dopo la fioritura. Questo potere si limita alla defogliatrice di tipo pneumatico, essa infatti funziona mediante un compressore che comprime l’aria e la libera violentemente attraverso degli ugelli montati su un rotore che agisce a pochi centimetri dal frutto. La foglia essendo fragile viene spazzata via senza fare danno ai grappoli e questi ultimi, specie dopo la fioritura, ne traggono beneficio; i residui della fioritura infatti portano malattie e l’azione soffiante della macchina lo pulisce perfettamente.

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